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Informazione
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- Martedì 12 Febbraio 2008 - Prima di tutto viene la vita (La Nuova Sardegna) |
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- Martedì 4 Novembre 2008 - Medici, il diritto all'obiezione (La Nuova Sardegna) |
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- Domenica 4 Gennaio 2009 - Prima di tutto viene la vita - il caso Englaro (La Nuova Sardegna) |
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Interviste
Dal Dossier S.I.R. “Territorio e Salute- Politiche sanitarie, vita, persona, famiglia” 28 gennaio 2009
“Abbiamo un Piano Sanitario Regionale fondamentalmente positivo, se lo si attuasse per i bisogni reali della persona- afferma Benedetto Arru, Presidente dell’Associazione Medici Cattolici Italiani Sezione di Sassari- e potremmo anche sperare in una sanità buona in Sardegna. Non possiamo negare i problemi economici, e le conseguenze della crisi da noi si sentono forse di più che in altre regioni, ma la Sardegna ha delle peculiarità delle quali non si può non tenere conto. Proprio per l’aspetto geografico e abitativo, quelli che sono i servizi per la salute devono essere orientati verso il territorio, piuttosto che concentrarli nei grandi ospedali”. Per Arru “bisogna mantenere i servizi negli ospedali, non devono essere limitati i servizi sul territorio. Praticamente, se quelle che saranno le case della salute, come gli ex ospedali di Thiesi e Ittiri, dovessero essere centri ponte di assistenza primaria verso i grandi poli di cura, in un certo senso potrebbe essere positivo. Ma chiudere o riconvertire del tutto, privando i centri di quei servizi che finora hanno (servizi ambulatoriali, diagnostica per immagini, oggi ampiamente fruiti) è pericoloso. Abbiamo bisogno di una sanità che si adatti al territorio dell’isola”
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Un segno di civilità - Programma di assistenza sanitaria per cittadini non U.E.
Dal sito S.I.R. (servizio informazione religiosa) 3 Luglio 2009
Incontrare gli ultimi. Per Maria Pia Trogu, medico dell'Amci (Associazione medici cattolici italiani), che svolge attività di volontariato in un ambulatorio per stranieri a Sassari, "il bello è che ci siano i progetti, e che si possano portare avanti delle situazioni di cura nei nostri ambulatori. Da noi vengono pazienti irregolari, con la tessera stp (stranieri temporaneamente presenti). Noi prestiamo le cure urgenti ed essenziali, anche un ascesso dentale può essere grave". Gli immigrati "incontrano i problemi di qualsiasi cittadino - prosegue Trogu - anche con attese lunghe. Qui trovano la disponibilità, anche solo per un consiglio. Ci sono pazienti che hanno bisogno di terapie per malattie croniche, c'è il problema che l'ambulatorio è aperto solo due volte a settimana, ma riusciamo a far fronte anche ai casi particolari". "Vengono molte nigeriane, con la richiesta degli esami contro l'Hiv: richiedono il test, sono angosciate. Cerchiamo di aiutarle ad uscire dal giro della prostituzione, ma è molto difficile, dovrebbero denunciare i loro sfruttatori". E ci sono i rifugiati: "Sul corpo spesso vedi i segni delle torture - racconta il medico - la tristezza, la sofferenza nel volto, e te ne vai via con il magone, perché cerchiamo di occuparci della parte sanitaria, ma a volte sono malattie della psiche più che del corpo: a noi manca un mediatore culturale, è grave il problema della lingua, non basta l'aiuto di connazionali da più tempo in Italia".
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